Philadelphia Independent - Vestire le Muse, in mostra la bellezza secondo Capucci

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Vestire le Muse, in mostra la bellezza secondo Capucci
Vestire le Muse, in mostra la bellezza secondo Capucci

Vestire le Muse, in mostra la bellezza secondo Capucci

Dal 6 novembre al Museo delle Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino

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(di Patrizia Vacalebri) Roberto Capucci, il genio dell'haute couture, lo scultore prestato alla moda, ha sempre cercato la bellezza, trovandola in tutte le arti a cui si è avvicinato, da curioso, da osservatore, semplicemente da amante del bello da rilevare in ogni cosa che procura emozioni. Al maestro Capucci, al suo rapporto stretto con la bellezza e con le donne straordinarie che hanno capito e indossato le sue creazioni che anelano alla perfezione, è dedicata la mostra "Vestire le muse", a cura della storica dell'arte e del costume Silvia Mira, in programma a Torino, dal 6 novembre al 28 febbraio 2027, nel Museo delle Arti Decorative Accorsi-Ometto. Attraverso cinquanta creazioni, alcune donne straordinarie, appartenenti al mondo della cultura, dell'arte, della scienza e dell'aristocrazia sono le interpreti di un percorso nella moda inimitabile di Capucci. Tra le protagoniste dell'arte di Capucci, la duchessa Maria Luisa Gaetani d'Aragona, Marisa, Valentina e Violetta Nasi e Clementina Marini Clarelli hanno messo a disposizione parte del loro guardaroba personale per la mostra. Saranno esposti anche gli abiti indossati da attrici leggendarie come Silvana Pampanini, Lucia Bosè, Catherine Spaak a Valentina Cortese. Ma anche i capi delle grandi interpreti liriche, come Raina Kabaivanska e Katia Ricciarelli e,tra le menti più luminose del Novecento, da Rita Levi Montalcini. "Roberto Capucci non è uno stilista - afferma Silvia Mira - non è un sarto. È un artista. Le muse di Capucci sono coloro in grado di abitare la meraviglia, all'altezza della meraviglia, perché hanno in sé la capacità di comprenderla e di farsi tramite del compimento di un anelito d'infinito". Il percorso espositivo si apre con un abito da sposa, secondo Capucci la massima espressione del concetto di regalità. L'impatto visivo, che ottiene attraverso la padronanza dei volumi e delle linee e l'assoluta conoscenza dei materiali, consente al maestro di dar vita a capolavori senza tempo. Si prosegue con l'indimenticabile abito in velluto con cui Rita Levi Montalcini riceve il Premio Nobel per la Medicina il 10 dicembre 1986 alla Concert Hall di Stoccolma. Si arriva agli abiti delle attrici italiane che negli anni '50-'60 del Novecento frequentano gli atelier di moda romani: l'abito da cocktail di Silvana Pampanini; un abito dal taglio semplicissimo creato per Catherine Spaak (entrambi provenienti dalla Collezione Massimo Cantini Parrini); un rigoroso ensemble da giorno e un robe-manteau di Lucia Bosè (Collezione dell'Istituto d'Arte Passoni di Torino); l'abito da sera in taffetà e velluto viola (Fondazione Roberto Capucci) indossato da Valentina Cortese, una delle muse predilette di Capucci. Per le grandi interpreti della lirica, il maestro crea il costume di scena in taffetà nero e paillettes per La vedova allegra (Fondazione Roberto Capucci) indossato da Raina Kabaivanska (Trieste, 1991) e l'abito da concerto in georgette rosso con doppio volant in taffetà rosso e ciclamino di Katia Ricciarelli (Parigi, 1986). La mostra termina nelle sale del percorso permanente che ospitano, in dialogo con gli arredi del Museo, venti abiti, creazioni uniche, realizzate tra gli anni '80 e '90 per le famiglie aristocratiche e dell'alta imprenditoria (collezione privata). Completa il progetto espositivo un'ampia selezione di bozzetti suddivisa per decennio dagli anni Cinquanta al 2000, e di illustrazioni di Capucci, che rivelano la fase progettuale e la costruzione dei volumi. Quella dedicata a Maria Luisa Gaetani d'Aragona è una mostra nella mostra. Attraverso 15 abiti scelti dal suo guardaroba personale, l'esposizione offre l'occasione per raccontare alcuni aspetti della vita della duchessa, appassionata fotografa che ha documentato suoi numerosi viaggi dall'India alla Siria.

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E.Perez--PI