"Caivano, tutta un'altra musica", espressione artistica come avamposto di legalità
Dal 10 ottobre iniziativa con al centro formazione e pratiche musicali giovanili
Un'iniziativa che punta a trasformare la formazione, le pratiche musicali giovanili e l'espressione artistica in un avamposto permanente di legalità, inclusione e riscatto sociale. E' questo il filo conduttore di "Caivano, tutta un'altra musica", progetto di rigenerazione socio-culturale promosso e finanziato dal Ministero della Cultura nell'ambito del Decreto Caivano, con il contributo della Regione Campania e in sinergia con il Comune. L'evento si svolgerà dal 10 ottobre al 19 febbraio ed è organizzato dalla Fondazione Il Canto di Virgilio.. Il progetto si ramificherà sul territorio presidiando luoghi nevralgici - tra cui scuole, teatri, spazi monumentali ed edifici di culto - e prevedendo laboratori di formazione e la distribuzione gratuita di strumenti musicali ai giovani. Per la parte didattica e artistica, l'iniziativa si avvale della collaborazione di istituzioni come la Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli (con l'Accademia di Canto Lirico e i Solisti), il Conservatorio "San Pietro a Majella" e gli Istituti Comprensivi di Caivano (Cilea-Mameli, De Gasperi, 3 Parco Verde, S.M. Milani). La direzione artistica è firmata da Carlo Faiello e Gennaro Cappabianca. Tra i protagonisti coinvolti figurano Lina Sastri (10 ottobre), Peppe Barra (17 ottobre), Maurizio De Giovanni (18 ottobre), Maurizio Capone (con laboratori e workshow eco sostenibili), Fabrizio Bosso con Julian Oliver Mazzariello (30 ottobre), Coro Filarmonico Jubilate Deo (3 novembre), i Ladri di Carrozzelle (9 novembre), Maria Grazia Schiavo (20 novembre), il Piccolo Coro di Caivano (8 dicembre) e l'Orchestra Giovanile del Territorio (22 dicembre), iniziative a Natale, Carlo Faiello con il Quartetto Santa Chiara (10 gennaio), Ars Nova Napoli, (29 gennaio), I Solisti del Teatro di San Carlo (15 febbraio) chiusura il 19 febbraio con l'Orchestra Collegium Philarmonicum. "Il nostro obiettivo è trasformare la rassegnazione in narrazione propositiva e orgoglio identitario" spiegano i promotori. L'iniziativa intende proporsi come un modello di intervento pubblico-privato di valenza nazionale, capace di superare la narrazione dell'emergenza attraverso l'azione strutturale della cultura.
A.Edwards--PI
