Philadelphia Independent - Guadagnino tra Altman e Zara, dal cinema un salto nel design

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Guadagnino tra Altman e Zara, dal cinema un salto nel design
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Guadagnino tra Altman e Zara, dal cinema un salto nel design

La collezione di arredamento debutta per la settimana della moda di Milano

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(di Alessandra Baldini) Nel giro di poche settimane, Luca Guadagnino passa da Milano a New York e dal design domestico alla battaglia che ha sconvolto OpenAI, la società simbolo dell'intelligenza artificiale. Due progetti apparentemente lontanissimi, uniti però dallo stesso metodo: mentre il discusso Artificial, dedicato alla cacciata e al clamoroso ritorno di Sam Altman al timone debutterà il 5 ottobre al New York Film Festival, il regista italiano mette la firma anche su una vasta collezione di design per Zara Home. Un film girato a Budapest con Jamie Bell, Chase Sui Wonders, Michael Stuhlbarg e Patricia Arquette accompagna questa incursione nel mondo dell'arredamento che riecheggia le atmosfere di Io Sono l'Amore, il film del 2010 ambientato a Villa Necchi Campiglio su Via Mozart. Come racconta il Financial Times, Baisi Guadagnino, lo studio creato dal regista con il suo abituale production designer Stefano Baisi, presenterà durante la Milano Fashion Week ben 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa e 75 capi e accessori. Divani, poltrone, tavoli, lampade, specchi, ceramiche e bicchieri compongono un universo domestico che porta nella grande distribuzione un'estetica sorprendentemente sofisticata — e a prezzi che, almeno per alcuni elementi, sono decisamente lontani dal consueto territorio del fast fashion. La collaborazione nasce dal cinema. Baisi ha costruito a Cinecittà le atmosfere polverose e al neon di Queer, l'adattamento del romanzo di William S. Burroughs diretto da Guadagnino, e ha poi lavorato a After the Hunt e proprio ad Artificial. Ma il sodalizio precede i set: nel 2017 Guadagnino chiamò Baisi come architetto per ristrutturare la casa sul lago di Como del fondatore di Yoox Federico Marchetti. Da lì nacque Studiolucaguadagnino, che ha firmato tra l'altro il Palazzo Talia di Roma e un negozio Aesop a Londra. Per Zara regista e designer hanno pescato a piene mani nella cultura visiva italiana e internazionale. Ci sono tra le ispirazioni da Gio Ponti, che Guadagnino ammira per la capacità di muoversi dall'industriale al pezzo su misura, a Lina Bo Bardi e suggestioni di Ettore Sottsass. Ma c'è soprattutto molto cinema: per colori e atmosfere Guadagnino e Baisi hanno riguardato i film anni Ottanta di Jean-Luc Godard, insieme alle opere di Edward Yang e Nagisa Ōshima. L'obiettivo, spiega Guadagnino, non è però imitare i maestri: "Non c'è niente di peggio di un mobile che cerca di riprodurre qualcosa che esiste già nel nostro alfabeto". È l'altra faccia del Guadagnino che il 5 ottobre arriverà al New York Film Festival con Artificial. Andrew Garfield interpreta Altman nel racconto dei convulsi giorni del novembre 2023, quando il consiglio di amministrazione di OpenAI licenziò il suo amministratore delegato per poi richiamarlo pochi giorni dopo. Nel cast Monica Barbaro è Mira Murati, Yura Borisov interpreta Ilya Sutskever e Ike Barinholtz veste i panni di Elon Musk. Amazon Mgm ha abbandonato il progetto quando le riprese erano sostanzialmente concluse, sostenendo che avrebbe trovato una collocazione migliore presso un altro distributore. La pellicola è stata poi acquistata da Neon.

J.Baker--PI