Philadelphia Independent - Applausi e risate per Barbiere di Siviglia in chiave soap opera a Macerata

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Applausi e risate per Barbiere di Siviglia in chiave soap opera a Macerata
Applausi e risate per Barbiere di Siviglia in chiave soap opera a Macerata

Applausi e risate per Barbiere di Siviglia in chiave soap opera a Macerata

Ma nella regia di Daniele Menghini allo Sferisterio Rosina alla fine scappa dal matrimonio

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Passa attraverso lo show business televisivo il riscatto sociale di Figaro nella riproposizione del Barbiere di Siviglia di Rossini con la regia di Daniele Menghini, andato in scena ieri sera tra gli applausi un un'Arena Sferisterio gremita, come seconda opera in cartellone del 62/o Macerata Opera Festival. Perché la vicenda dell'amore contrastato tra il Conte di Almaviva e Rosina, guardata a vista dall'occhiuto tutore Don Bartolo, che vuole impalmarla per interesse, si svolge in un moderno teatro di posa, tra schermi televisivi e arredi patinati di cattivo gusto, dove si girano in contemporanea diverse soap opera destinate ad un pubblico di massa. Una frenetica confusione in stile trash, con le scene di Davide Signorini, in cui il format di Figaro intitolato 'F*cktoum', è quello di mettere insieme coppie d'innamorati che s'incontrano nel suo salone di parrucchiere, e quello del conduttore Don Basilio invece nella 'Calunnia' di separarle. Infine c'è il serial di stampo settecentesco 'L'inutil precauzione', che vede come protagonista Rosina, costretta a recitare dall'avido produttore televisivo Bartolo, che vuole strapparla dalle braccia di Almaviva, politico influente ma poco noto. Le tre storie si sovrappongono in un set coloratissimo, dove arriva anche un auto, animato dagli improbabili costumi di Nika Campisi: da quello punk-rock di Don Basilio, al giubbotto da motociclista di Figaro che sfreccia sul palco in monopattino, al vistoso abito da dama ottocentesca di Berta fino a quello rosa con gonna extra-large di Rosina con parrucca in tinta. Una 'follia organizzata', per dirla con le parole di Rossini riferite all'Italiana in Algeri, in cui uno dei mimi vestito da Arlecchino conduce lo spettatore nei meandri della storia, che l'influencer e divulgatrice Valentina Anzani, in lustrini e paillettes, cerca con petulanza d'illustrare al pubblico, venendo puntualmente interrotta. Una messinscena nel complesso divertente, ma che nella sovrapposizione parossistica di storie e trovate sfocia talvolta nella parodia. Infine tra colpi di scena e gag, ritrasmesse in diretta sui due schermi televisivi posti ai lati del palco, arriva il lieto fine con la firma della proposta di nozze tra Rosina e Almaviva. Ma la giovane, abbigliata sul palco con un abito da sposa stile meringa, fugge dall'Arena, puntualmente intercettata dalle macchine da presa, in un guizzo femminista che la vede rifiutare sia il ruolo di figlioccia che quello di moglie. In questo contesto, scandito dagli applausi e dalle risate del pubblico, il cast offre una prova d'insieme convincente sia dal punto vocale che attoriale, con in testa Raffaella Lupinacci, una Rosina frizzante e sempre in parte, come anche l'Almaviva di Ruzil Gatin, veterano nel ruolo, ma nell'occasione non in perfetta forma. Molto apprezzato anche Marco Filippo Romano (Don Bartolo), vera rivelazione della serata, assieme a Grisha Martirosyan (Figaro), Riccardo Fassi (Don Basilio), Giulia Mazzolla (Berta) e Valerio Morelli (Fiorello). Puntuale la direzione di Jacopo Brusa, sul podio dell'Orchestra Filarmonica Marchigiana, come la prova del Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini, preparato da Christian Starinieri, e dei Pueri Cantores 'D. Zamberletti', guidati da Gian Luca Paolucci. Si replica il 24 luglio e il 2 e 8 agosto.

N.Nelson--PI