Canzone napoletana patrimonio Unesco, il 5 giugno il lancio a Verona
All'evento 'Campioni del mondo'. Mazzi: "Il nome non è né provocatorio né ironico"
Italiani campioni del mondo: non di calcio o, quantomeno, non quest'anno. Ma di patrimoni Unesco. Sarà dedicata a questo primato l'iniziativa 'Campioni del mondo - Italia loves Unesco', il 5 giugno all'Arena di Verona e in diretta dalle 21.30 su Rai 1. Un evento - alla presenza di 100 delegati Unesco da tutto il mondo, accompagnati dall'ambasciatore Liborio Stellino - che punta a ricordare il riconoscimento della lirica e della cucina italiana e a lanciare la candidatura della canzone napoletana classica come patrimonio Unesco. "Ci saranno due set - ha spiegato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, alla presentazione della manifestazione oggi al Mic -. Quello all'interno dell'Anfiteatro sarà affidato a Milly Carlucci" e vi si esibiranno "quadri artistici delle più celebri arie d'opera italiane, che si alterneranno con gli artisti che proporranno le canzoni napoletane classiche". Le arie saranno messe in scena grazie all'impegno di 500 artisti, con Orchestra, Coro e Ballo dell'Arena, Plácido Domingo (insieme a Serena Autieri canterà Dicitencello Vuje), Vittorio Grigolo ('O sole mio), Gigi D'Alessio ('O surdato 'nnammurato), Sal Da Vinci (Tu can un chiagne), Serena Rossi (Era di maggio), Massimo Ranieri (Te vojo bene assaje), Gianni Morandi (Caruso) e Patti Smith, che si esibirà su un'aria e canterà Because the night in versione sinfonica. All'esterno ci sarà Paolo Belli, con cui "racconteremo la preparazione e l'allestimento di una grande cena popolare per mille persone, arricchita dalle luminarie di Scorrano", ha proseguito Mazzi. Durante la serata si tenterà di realizzare il più grande brindisi della storia in diretta televisiva. "Qualcuno mi ha chiesto se questo nome sia provocatorio o ironico per via della nostra esclusione dai Mondiali di calcio - ha aggiunto il ministro -. Io rispondo che non è nessuno dei due: vogliamo affermare che l'Italia è campione del mondo" in altri ambiti, oltre che "in altri sport". E pure Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, ha ricordato che "siamo una nazione che ama il calcio, è indubbio, ma non è tutto" e bisogna "raccontare ciò che c'è di buono, oltre a quello che non c'è di buono, e anche questo inquadrarlo in un ambito di positività".
R.Brown--PI
