Philadelphia Independent - Dante Ferretti, 'l'intelligenza artificiale? Meglio la deficienza normale'

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Dante Ferretti, 'l'intelligenza artificiale? Meglio la deficienza normale'
Dante Ferretti, 'l'intelligenza artificiale? Meglio la deficienza normale'

Dante Ferretti, 'l'intelligenza artificiale? Meglio la deficienza normale'

Il mondo creativo dello scenografo nella mostra allestita a Roma (17 aprile-19 luglio)

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Nella mia carriera "ho fatto oltre 1000 bozzetti, se avessi dovuto esporli tutti sarebbe servita Via del Corso... magari avrei potuto appenderli su bar e pizzerie". Lo dice all'ANSA con il consueto humour Dante Ferretti, uno dei più importanti scenografi del cinema mondiale da oltre 60 anni, tre volte Premio Oscar insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo. Il mondo creativo che l'ha portato a lavorare, fra gli altri, con cineasti come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Martin Scorsese, Elio Petri, Tim Burton, Terry Gilliam, viene messo in scena da 'Dante Ferretti, con i miei occhi. I segreti del maestro della scenografia', la mostra che - dopo il debutto al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (Brescia) - viene allestita a Roma in una nuova versione dal 17 aprile al 19 luglio nei Musei di San Salvatore in Lauro. Un'esposizione, organizzata da Il Cigno Arte in collaborazione con Vertigo Syndrome, che riunisce circa quaranta opere tra bozzetti, studi, lavori pittorici e materiali dello scenografo, nato a Macerata nel 1943. Un viaggio artistico che passa, fra gli altri, per il salotto decadente di Intervista col Vampiro, la fattoria di Kundun, il rinoceronte di E la nave va, la pagoda cinese di Gangs of New York, il faro di Shutter Island, la sala da ballo di Sweeney Todd, il mercato per lo scambio delle merci di Il settimo figlio. "Ho avuto la fortuna, nella mia vita, di fare finora 95 film - racconta - e posso dire di aver lavorato con quasi tutti i più grandi registi che ci fossero. Con Scorsese, Fellini, Pasolini e poi con Petri, Ferreri, Cavani, in Italia, Tim Burton, Brian De Palma e tanti altri. Tutti mi hanno sempre dato la libertà di cui avevo bisogno. Partendo sempre da un disegno che rappresentasse la storia, la mia visione è sempre stata accettata". Uno spazio dall'immaginazione alla creazione che oggi è a rischio con l'intelligenza artificiale: "Io preferisco la deficienza normale" ironizza Ferretti, sottolineando che "oggi i giovani scenografi hanno meno possibilità di esprimersi, anche perché molti film si girano dal vero, in ambienti reali che costano meno". Rispetto invece alle polemiche recenti per l'assenza di film italiani prima alla Berlinale e poi a Cannes, "è difficile fare un discorso generale - commenta -. Dipende sempre dai criteri di chi seleziona, se un film non viene accettato probabilmente è perché chi decide in quel momento magari pensa che il film non sia all'altezza di quello che ci si aspettava, ma non mi sento di dare un giudizio".

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B.Roberts--PI