Il Csc omaggia Carlo Di Carlo nel decennale della scomparsa
Regista e collaboratore di maestri come Antonioni, Pasolini, Guerra
Omaggio oggi al Centro Sperimentale di Cinematografia per il regista, critico cinematografico e direttore del doppiaggio Carlo Di Carlo nel decennale della scomparsa (Bologna 18 giugno 1938-Roma 18 marzo 2016). A ricordarlo, il professor Flavio De Bernardinis, storico del cinema e vice preside della Scuola nazionale di cinema. Bolognese di nascita, romano d'adozione, una vita, umana e professionale, caratterizzata da profondi rapporti di amicizia e collaborazione con maestri del cinema italiano e intellettuali come Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Tonino Guerra, Roberto Roversi, Di Carlo si era distinto per il forte impegno di ricerca in un cinema politico e al tempo stesso per l'attenzione verso un'estetica non fine a sé stessa, ma funzionale al racconto di vicende sempre improntate alle origini antifasciste della nostra Repubblica, come all'introspezione individuale di personaggi e alla comprensione delle contraddizioni umane. Sue opere sono state presentate alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (Un Sistema Infallibile) e al Festival di Cannes (Per questa notte). Si è inoltre distinto per la qualità dei suoi adattamenti e per la direzione del doppiaggio di opere quali Heimat 2 di Edgar Reitz e Il Decalogo di Krzysztof Kieslowsky. A lui è intitolato anche il fondo Carlo Di Carlo alla Cineteca di Bologna. Nell'aula magna del Csc sono state proposte e commentate sequenze tratte da alcune sue opere, tra cui lo stesso Un sistema infallibile, esperimento di film senza parole, e Lo sguardo del Luce, esempio altrettanto sperimentale di found footage. Il tutto, alla presenza degli studenti del primo anno di corso della Scuola Nazionale di Cinema e di amici e collaboratori fra cui Felice Laudadio, Laura Delli Colli, Roberto Cicutto, Cristian Cappucci, Luca Onorati, Anna Fiaccarini.
S.Phillips--PI
