Philadelphia Independent - Conclusa la missione in cerca di acqua dolce in fondo al mare Adriatico

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Conclusa la missione in cerca di acqua dolce in fondo al mare Adriatico
Conclusa la missione in cerca di acqua dolce in fondo al mare Adriatico

Conclusa la missione in cerca di acqua dolce in fondo al mare Adriatico

Legata al progetto europeo Rescue. A bordo della nave Laura Bassi

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Mappare gli acquiferi a oltre 400 metri sotto il fondale marino nell'area costiera tra Jesolo e Lignano che potrebbero integrare le forniture di acqua potabile, per l'agricoltura e per l'industria, contribuendo al contempo a ridurre i costi della desalinizzazione visto che le risorse idriche dolci nelle regioni costiere sono sottoposte a una crescente pressione dovuta a crescita demografica, inquinamento e cambiamento climatico. Lo ha realizzato la missione grazie al progetto Rescue e svolta a bordo della nave da ricerca Laura Bassi dell' Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - Ogs. Rescue, progetto coordinato dall'Università di Trieste e di cui l'Ogs è partner, mira a rafforzare la sicurezza idrica attraverso la ricerca per localizzare l'acqua dolce in acquiferi costieri e offshore inesplorati. A bordo della Laura Bassi c'erano ricercatori e studenti di OGS, Università di Trieste, di Pisa, del Cnr-Ismar di Bologna, dell'Università di Malta e del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MbarI), in California. Durante la campagna sono state condotte indagini geofisiche di sismica a riflessione per ottenere immagini ecografiche del sottosuolo marino e di mappatura del fondale. Per la prima volta sono state eseguite indagini di tipo elettromagnetico. Le indagini, che non hanno campionato il fondale, hanno interessato un'area a circa 10 km dalla costa dalla città di Jesolo in provincia di Venezia, fino al delta del Tagliamento, al largo di Lignano. "I dati sono di ottima qualità ma richiederanno molti mesi di elaborazione in laboratorio a terra prima di confermare la presenza degli acquiferi nel sottosuolo marino dell'Alto Adriatico" ha detto Cristina Corradin, ricercatrice dell'OGS e coordinatrice scientifica della spedizione. "Le operazioni hanno richiesto l'integrazione di diverse strumentazioni geofisiche e una stretta collaborazione tra i diversi gruppi di ricerca, personale tecnico-scientifico ed equipaggio della nave", ha spiegato Daniela Accettella dell'OGS e capomissione a bordo della Laura Bassi.

J.Rogers--PI