Dengue, il cambiamento climatico aumenta il rischio in Europa
Studio di Isi Foundation, scarsa informazione e bassa percezione del rischio di contagio
Il cambiamento climatico favorisce la diffusione delle zanzare Aedes in Europa e la dengue non è più soltanto una malattia legata ai viaggi in aree tropicali. Nel 2024 l'Italia ha registrato almeno 199 casi autoctoni, mentre in Francia sono stati segnalati 11 focolai per un totale di 83 casi. Uno studio pubblicato sulla rivista Plos Global Public Health mostra come la sorveglianza partecipativa, basata sulle segnalazioni dei cittadini, possa aiutare a capire rapidamente conoscenze, paure e comportamenti della popolazione di fronte a una minaccia emergente. La ricerca, coordinata dalla Fondazione Isi di Torino insieme a Sorbonne Université e Inserm di Parigi, con la collaborazione di Queen Mary University di Londra e Aix-Marseille Université, ha coinvolto 2.904 volontari: 404 in Italia e 2.500 in Francia. Oltre il 91% dei partecipanti è consapevole del rischio dengue, ma solo il 14,6% ha cercato volontariamente informazioni. Chi si informa appare anche più preoccupato e maggiormente disposto ad adottare comportamenti preventivi, compresa la vaccinazione. La prevenzione è aumentata rispetto al 2012: il 44,4% elimina l'acqua stagnante e il 28,5% utilizza regolarmente repellenti. Nelle aree rurali, però, la conoscenza della malattia e la propensione alla vaccinazione risultano inferiori, nonostante una maggiore attenzione alle misure preventive. Sul vaccino, il 54,6% degli intervistati dichiara che lo accetterebbe se offerto, mentre solo lo 0,4% lo ha già ricevuto. Il principale motivo di rifiuto è la percezione di avere un basso rischio di contagio. Secondo gli autori della ricerca, servono quindi informazioni mirate e legate al contesto locale, soprattutto nelle aree dove la dengue sta emergendo. "Abbiamo osservato che chi si sente poco a rischio è anche meno propenso a proteggersi o a considerare la vaccinazione", spiega Daniela Paolotti, senior research scientist della Fondazione Isi e autrice senior dello studio. Lo studio conferma inoltre il potenziale della rete InfluenzaNet, nata per monitorare l'influenza e utilizzata anche durante la pandemia. Attraverso piattaforme come Influweb, la sorveglianza partecipativa può oggi diventare uno strumento per monitorare anche le nuove minacce sanitarie legate al cambiamento climatico.
B.Lee--PI