Philadelphia Independent - Le prime spie del Parkinson sono nelle sinapsi, studio scopre nuova funzione proteina

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Le prime spie del Parkinson sono nelle sinapsi, studio scopre nuova funzione proteina
Le prime spie del Parkinson sono nelle sinapsi, studio scopre nuova funzione proteina

Le prime spie del Parkinson sono nelle sinapsi, studio scopre nuova funzione proteina

La ricerca dell'Università di Padova

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Una nuova funzione della proteina Lrrk2 nel regolare le connessioni tra le cellule nervose aiuta a far luce sui primissimi meccanismi cellulari che si innescano nel cervello prima ancora che si manifestino i sintomi della malattia di Parkinson. E' questa la scoperta al centro dello studio dal titolo "Lrrk2 regulates synaptic function through modulation of actin cytoskeletal dynamics" pubblicato su 'eLife' che vede come prima autrice Giulia Tombesi e il coordinamento scientifico di Elisa Greggio, docente di Fisiologia al Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova. Il lavoro rappresenta il coronamento del progetto Stars, sostenuto dall'ateneo attraverso il programma di finanziamento, denominato "LrrKing". La proteina Lrrk2, a quanto fa sapere l'ateneo padovano, è da tempo una "sorvegliata speciale" nella lotta al Parkinson: le mutazioni del gene che la produce costituiscono infatti una delle cause ereditarie più frequenti della patologia. Inoltre, un'anomala attività di questa proteina è stata riscontrata anche nelle forme "sporadiche" della malattia, cioè quelle che si sviluppano senza una familiarità genetica. Lo studio ha dimostrato che Lrrk2 gioca un ruolo di primissimo piano nel preservare l'architettura e il corretto funzionamento delle sinapsi, ovvero i sottilissimi punti di contatto attraverso i quali i neuroni comunicano e si scambiano informazioni. In particolare, il team di ricerca ha scoperto un legame diretto tra Lrrk2, la risposta al Bdnf - un fattore neurotrofico, ossia una piccola proteina che stimola la sopravvivenza e la crescita dei neuroni - e la gestione del citoscheletro di actina. Quest'ultimo non è altro che l'impalcatura interna della cellula: una struttura dinamica e flessibile indispensabile per far cambiare forma ai neuroni e garantire la plasticità sinaptica, ovvero la capacità dei contatti nervosi di rafforzarsi o modificarsi in base agli stimoli.

R.Walker--PI