Borsa: escalation in Medio Oriente piega l'Europa, brent a 116 dollari
Dopo la Fed lente oggi sulla Bce. Salgono rendimenti dei titoli Stato
L'escalation in Medio Oriente, con gli attacchi a raffinerie e infrastrutture del gas, mette sotto scacco i listini europei. Già un segnale era arrivato dall'Asia, in rosso con Tokyo in testa dopo che la Boj, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull'inflazione. Al clima generale contribuisce poi il messaggio restrittivo da parte della Fed mentre oggi è attesa la Bce. Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 68 euro al megawattora con un rialzo del 24%. Sale anche il petrolio con il brent che supera i 116 dollari (+8,19%). Più contenuto il wti (+0,9%) a 97 dollari al barile. L'oro scende del 5% a 4.700 dollari mentre l'argento cede oltre il 10% poco sopra i 70 dollari l'oncia. Tra le singole Piazze, Francoforte perde il 2,2%, Milano l'1,6%, Parigi l'1,555, Londra l'1,68, Madrid il 2,3%. Lo spread tra Btp e Bund è oltre gli 83 punti. Salgono anche i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano al 3,8%. L'Oat francese è al 3,65% mentre il 10 anni tedesco sfiora il 3%. Sul fronte dei cambi l'euro è abbastanza stabile sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1450 sul biglietto verde.
G.Morgan--PI